AGGRESSIONE A CENTIONI. L’IMPRENDITORE STA MEGLIO

Notizie positive dall’ospedale di Ancona. Daniele Centioni, aggredito e ferito da un colpo pistola sparato da un ladro che si era introdotto nella sua villa in contrada San Savino, oggi ha potuto parlare con i familiari. Si è ripreso l’imprenditore civitanovese che ha subito un intervento chirurgico, necessario a rimuovere le schegge di proiettile che si è conficcato nella nuca. I medici sono ottimisti e non si temono conseguenze. Centioni ha potuto anche rispondere ai carabinieri che stamattina gli hanno posto domande sulla violenta aggressione subita giovedì sera, alle 23, da un uomo che era entrato nella sua villa e che lo ha sequestrato e minacciato con una pistola. Centioni ha potuto ricostruire con maggiori dettagli la notte choc. Ha detto che l’aggressore era uno solo, volto coperto e accento dell’est, che è stato bloccato dopo aver parcheggiato nel cortile davanti alla casa e poi trascinato dentro sotto la minaccia di sparare se non avesse detto dove stava la cassaforte, che però nella villa non c’è. Poi sarebbero usciti fuori e il tentativo di Centioni di liberarsi avrebbe dato vita a una colluttazione e provocato lo sparo, forse accidentale, che ha ferito Centioni. I carabinieri stanno indagando a tutto campo e sono in corso anche i controlli sulle immagini registrate dal circuito di video sorveglianza comunale per monitare tutte le macchine in ingresso in città giovedì.

Le polemiche

Intanto, appena 24 ore dopo il dramma, scoppia la polemica politica con la vicenda drammatica trasformata in terreno elettorale. Centro destra contro Stefano Massimiliano Ghio che Fabrizio Ciarapica accusa di “sciacallaggio elettorale. Avrei preferito evitare polemiche proprio in questi giorni ma sono esterrefatto davanti alle dichiarazioni di Ghio che sollecita Corvatta a convocare un incontro con il Prefetto tra candidati sindaci, per parlare di sicurezza. E’ stato necessario che ci uscisse quasi il morto per smuovere le coscienze di questa parte politica che è stata finora inesistente, muta, di fronte all’escalation di crimini accaduti a Civitanova. Questi signori dove si nascondevano quando i Civitanovesi insieme al sottoscritto hanno manifestato con una fiaccolata? Dove erano quando sono state raccolte migliaia di firme perché le autorità preposte prendessero provvedimenti contro la delinquenza dilagante? Dove erano quando abbiamo fatto denunce e organizzato iniziative contro il commercio abusivo? Dove stavano quando abbiamo organizzato convegni e dibattiti pubblici sul tema sicurezza? I civitanovesi hanno il sacrosanto diritto di vedersi garantito il proprio diritto alla sicurezza, un diritto che attualmente a Civitanova non è possibile difendere. Una situazione inaccettabile sotto ogni profilo alla quale occorre porre un immediato rimedio. Sono determinato nel farlo, con la voglia, con le soluzioni e senza indugi”.

Non si fa attendere la reazione di Ghio: “le dichiarazioni di Ciarapica sono incredibili! Si lamenta di chi non ha la sensibilità sul tema della sicurezza e si lamenta di chiedere a tutti di condividere il problema! Invitare il Sindaco a coinvolgere tutti i candidati sindaci è l’unico modo per sensibilizzare la città e la politica su un tema che deve unire e non dividere. I cittadini di Civitanova hanno bisogno di un governo equilibrato ed efficiente, hanno bisogno di chi non specula, hanno bisogno di unità nelle difficoltà. Ciarapica non riesce a rivestire tale ruolo e questa è una evidenza sotto gli occhi di tutti”.

Interviene anche il sindaco Tommaso Claudio Corvatta: “vergognoso, Ciarapica che nemmeno di fronte a questo grave episodio riesce ad evitare la strumentalizzazione. Adesso che è coinvolto uno dei suoi, mescola assieme: l’abusivismo, l’accattonaggio, l’episodio di sangue e non spende nemmeno una parola che esprima la volontà di capire, veramente, quale sia la situazione in città. Ciarapica ha governato e non ha fatto nulla sulla sicurezza e approfitta di un fatto di sangue, per chiudere il suo post facendosi pubblicità elettorale. Adesso, nell’immediatezza dell’episodio drammatico, quando c’è più bisogno di tenere la città unita, accende gli animi per pura speculazione politica. Da questo atteggiamento, non deriva una maggiore sicurezza verso la città, ma solo odio”.

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