Una nuova sentinella tecnologica arriva nelle acque di Portonovo per tenere sotto controllo lo stato di salute del mare e gli effetti dei cambiamenti climatici sull’Adriatico. Si chiama Dory, come il celebre pesce del film “Alla ricerca di Nemo”, ma la sua caratteristica è esattamente opposta: non dimentica nulla e registra con continuità una grande quantità di dati sull’ambiente marino.
La nuova boa oceanografica del Conero è stata presentata al porto di Ancona prima di essere installata nella baia di Portonovo, all’interno del Parco del Conero. L’infrastruttura è stata realizzata dall’Università Politecnica delle Marche, in collaborazione con il Cnr Irbim e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, grazie a un finanziamento della Regione Marche.
Dory sarà posizionata su un fondale di circa 12 metri e rappresenterà un vero e proprio punto di osservazione permanente sul mare. Ogni venti minuti il sistema raccoglierà informazioni sulle condizioni meteorologiche, misurando vento, temperatura dell’aria, umidità e pressione, e su quelle oceanografiche, con dati relativi a temperatura dell’acqua, salinità, ossigeno, clorofilla, correnti e moto ondoso.
A completare il sistema ci sarà anche una telecamera, che permetterà di acquisire immagini dell’area monitorata. Una parte importante del progetto riguarda inoltre la condivisione delle informazioni: i dati raccolti dalla boa saranno infatti disponibili online e potranno essere consultati anche dai cittadini.
L’installazione assume un significato particolare per il territorio del Conero anche alla luce delle difficoltà affrontate dal mosciolo selvatico, una delle eccellenze dell’area. La boa rientra infatti nelle attività del Tavolo tecnico per la salvaguardia del mosciolo selvatico, istituito dopo la grave moria dei mitili registrata nel 2024.
Il monitoraggio continuo dovrebbe consentire di comprendere meglio le trasformazioni dell’ambiente marino e di individuare con maggiore tempestività eventuali condizioni critiche. L’obiettivo non è soltanto fotografare lo stato del mare, ma costruire una banca dati utile alla ricerca e alla prevenzione.
«Le più efficaci traiettorie scientifiche per agire sui cambiamenti climatici sono il monitoraggio e la previsione», ha sottolineato il rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Enrico Quagliarini. La nuova boa, ha spiegato, consentirà di «intervenire prima che i dati siano fuori soglia, non di inseguirli».
Portonovo diventa così un punto di osservazione privilegiato per studiare l’evoluzione dell’Adriatico. Dory, attraverso i suoi rilevamenti continui, fornirà agli studiosi una quantità di informazioni preziose per comprendere come temperatura, correnti, ossigenazione e altri parametri stiano cambiando e quali conseguenze possano avere sull’ecosistema marino.
foto: Ansa





