A PORTO SANT’ELPIDIO IL MONDO VISTO DA CREPET

Il mondo visto con gli occhi di Paolo Crepet in una serata al teatro delle Api di Porto S.Elpidio gremito di persone: un mondo nel quale finalmente ogni anima inquieta trova il proprio riscatto. Già perché il mondo per Crepet “si divide tra inquieti ed inquietanti e solo i primi hanno avuto e hanno la capacità di scriverne la storia.”
È uno scrittore, un sociologo, uno psichiatra forse semplicemente un filosofo, di certo un pensiero straordinario quello di Crepet, un uomo nel tempo ma anche fuori dal tempo che viviamo e che osa ribaltare e annientare i concetti tramandati di generazione in generazione, con la superficialità e con l’inganno. Uno di questi è l’idea che la felicità sia legata ai soldi alle cose materiali. “Niente di più falso”- afferma Crepet -nel teatro dove le persone restano all’ in piedi pur di poterlo ascoltare.
“Non sono i soldi a fare le idee semmai dalle idee possono nascere i soldi.!”
“Macchina bella, casa bella, il nuovo tv color , tutte cose che abbiamo rispetto ai decenni passati ma che non ci rendono più felici di allora.
Bisognerebbe tornare ad insegnare i sentimenti nei licei e a riconoscere ciò che è davvero essenziale dando spazio al mondo emotivo ed inquieto che è in ognuno di noi. Il mondo abbonda di genitori che vogliono mantenere a tutti i costi riparata la sella della bici del figlio che non sa ancora andare in bicicletta ma che vuole provare. Non abbiate paura di veder cadere i vostri figli. Nella caduta c ‘ è la forza straordinaria di che si rialza, di chi recupera e prosegue con audacia il viaggio. Il mondo è pieno di genitori che si preoccupano di sapere se è cosa il proprio figlio abbia mangiato oggi. Chiedete invece a vostro figlio se oggi ha corteggiato quella ragazza che gli piace, se l’ha conquistata e quand’ e ‘ l’ ultima volta che ha pianto. !! Nelle scuole i giovani spesso sentono parlare di pensione i loro insegnanti, e tornando a casa di mutui i loro genitori. Abbiamo tolto ai diciottenni il diritto sacrosanto a riconoscere la bellezza e la passione intorno a loro. Chi lavora con passione non sente mai la stanchezza !
Il mondo degli adulti non dà più l’ esempio.!”
La passione già , quell’entita’ misteriosa che affonda le radici nella meravigliosa inquietudine. L’inquietudine che rende maledettamente vere e libere le persone. D’altronde nessun artista mai, nessun talento mai, potranno nascere lì dove non vi sia inquietudine.
“Pensiamo a Caravaggio incalza Crepet: il primo che ha osato mettere la luce sulla tela. Caravaggio non era come tutti gli altri! Non ha fatto come tutti gli altri!”
Solo attraverso il coraggio di chi osa cambiare ciò che lo indigna si può affermare un ” io” capace di desiderare e dunque vivo che non ha paura del confronto con il diverso! In un mondo di analfabetismo affettivo , di omologazione e di conformismo di massa osare, desiderare e appassionarsi sono l’ unica strada per restare vivi dentro.”
Non ricordo personalmente dove ma da qualche parte ho letto che in fondo quel che conta è che” la morte possa trovarci vivi.”
Io credo fermamente che il pensiero di Crepet possa dare molti spunti affinché questo possa avvenire.!
E la serata si conclude con un lungo appassionato applauso che sostengo emozionata e commossa perché mi inchino di fronte ad un pensiero così elevato.
E la speranza si’ un altro tema caro di Crepet é che un pensiero intelligente possa ancora oggi nell’epoca dei paradossi e di un mondo al contrario illuminarci e salvarci dalle tenebri.
Di Antonella Sglavo
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1 Response

  1. laura valentini ha detto:

    “non tutti i genitori danno l’esempio” dovrebbe farci riflettere

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