A CIVITANOVA IL MONDO DELLA SCUOLA RIEMPIE LA SALA CONSILIARE PER IL CONSIGLIO COMUNALE APERTO SULLA DISPERSIONE SCOLASTICA

Momenti di intensa partecipazione hanno caratterizzato il consiglio comunale aperto convocato dalle opposizioni per ottenere chiarimenti dall’assessore alla pubblica istruzione, Barbara Capponi, in merito al progetto Goals, acronimo di ‘giovani, orientamento, accompagnamento, laboratori e scuola’. Era il 16 ottobre 2018 quando l’assessore presentò il progetto alla città “per il contrasto – disse – al disagio giovanile e per rafforzare il ruolo genitoriale. Verrà realizzato dalla cooperativa sociale Il Faro e propone una serie di azioni volte a prevenire e contrastare i fenomeni di dispersione ed abbandono scolastici nei territori di Civitanova. Dopo diversi incontri con i responsabili del progetto siamo orgogliosi di far parte di questa rete, con professionisti che lavorano in sinergia con enti pubblici e privati. A volte si fanno tanti interventi ma slegati fra loro. In questo caso abbiamo una visione d’insieme e azioni condivise sul territorio che ricadono a scuola ed in situazioni extrascolastiche”.
Sconcerto fra i presenti quando si è appreso dalla Capponi che la stessa non conosce i termini di attuazione del progetto e quando ha spiegato che si è limitata a firmare il partenariato rimandando alla cooperativa Il Faro ogni responsabilità riferita alla scelta dell’utenza e alle modalità attuative del progetto stesso.
Ma imbarazzo maggiore si è vissuto quando sono stati letti i numeri riferiti agli studenti della città, ipoteticamente destinatari degli interventi finalizzati al contrasto della povertà educativa e minorile ed alla rimozione degli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori.
Infatti, se complessivamente gli alunni delle scuole statali appartenenti alla fascia di età tra gli 11 e i 17 anni sono 4.156 e gli istituti scolastici sono 9, di cui 4 Istituti Statali di Istruzione Superiore e un istituto superiore paritario, si è avuta conferma che il progetto, già al secondo step di attuazione, sta coinvolgendo un solo istituto superiore, il paritario Stella Maris, e una scuola secondaria di 1°grado, la statale Annibal Caro. Intenso il dibattito, anche con momenti di tensione, che si è sviluppato sulle procedure seguite per l’individuazione dei destinatari e che vedono l’esclusione totale delle scuole superiori statali, in alcune delle quali il problema del disagio e dell’abbandono può essere significativo e rilevante. Dati questi non conosciuti perché purtroppo l’assessore non è stata in grado di fornirli, limitandosi ad affermare che all’ente locale sono stati segnalati solo 11 casi di abbandono e che “la responsabilità della segnalazione della dispersione è in capo ai dirigenti scolastici”.
Tanti gli interventi che hanno richiamato, in modo forte ed incisivo, l’attenzione dell’assessore sulla sua responsabilità per non essersi presa cura di una concertazione trasparente ed esplicita con tutte le scuole statali e paritarie in modo da utilizzare al meglio e non disperdere i finanziamenti che la legge n. 208/2015 art.1 c. 392 mette a disposizione in via sperimentale per gli anni 2016-2017-2018 attraverso il Fondo per il contrasto alla povertà educativa e minorile, alimentato dai versamenti effettuati dalle fondazioni nell’ambito del decreto legislativo n. 153/99 e che complessivamente ammontano ad 894.000 euro. Si è appreso comunque che di tale somma 800.000 euro andranno ai partner del progetto che sono 24, quindi teoricamente anche al comune di Civitanova, ma su questo punto chiarimenti non ci sono stati. Non è stato nemmeno possibile, da parte delle minoranze, acquisire la documentazione in cartellina per una partecipazione più consapevole alla discussione riguardante una tematica così specifica e tecnica, perché sembra non ci sia traccia, negli uffici comunali, né del progetto protocollato ed inviato in seguito al bando indetto dall’impresa sociale Con i BAMBINI di Roma, né di delibere assunte in giunta.
Si è assistito anche ad uno spiacevole atteggiamento da parte del presidente del consiglio Claudio Morresi che ripetutamente ha tolto la parola alla dirigente scolastica Mirella Paglialunga, impedendole di trattare l’argomento della mensa scolastica.
In conclusione, un capitolo di poca trasparenza amministrativa, di scarso dialogo con le istituzioni scolastiche locali, di incapacità a gestire relazioni complesse come quelle necessarie per poter realizzare sul territorio accordi di programma per un’offerta formativa valida, perché condivisa nella consapevolezza e nella trasparenza, da parte dei diversi soggetti istituzionalmente preposti.
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