A CIVITANOVA CONSIGLIO COMUNALE APERTO PER CELEBRARE IL GIORNO DELLA MEMORIA

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Si è svolto questa mattina, presso l’auditorium del Liceo Leonardo da Vinci, il Consiglio comunale aperto per commemorare, nel “Giorno del ricordo”, le vittime delle foibe, alla presenza del Sindaco Ciarapica, del Presidente del Consiglio Morresi e dell’assessore Capponi. Per l’opposizione erano presenti il Capogruppo PD Giulio Silenzi, il Consigliere PD Mirella Franco e il Consigliere di Civitanova Cambia Pierpaolo Rossi, il consigliere del Movimento 5 Stelle Stefano Mei. Il Sindaco Ciarapica, nell’aprire la seduta, ha posto l’accento sulla necessità di mettere sullo stesso piano il giorno della memoria ed il giorno del ricordo, necessità derivante dal fatto che, secondo il giudizio espresso da Ciarapica, le vittime della follia nazista e quelle originate dal regime del dittatore comunista Tito non vengono equiparate nel giudizio storico. L’assessore Capponi ha chiesto l’osservanza di un minuto di silenzio per meditare sulle vittime della violenza ricordando la tragica morte di Pamela Mastropietro, ma non evocando, in questa circostanza, che vittime di violenza e di follia sono stati anche tutti coloro nei confronti dei quali Luca Traini ha sparato pochi giorni dopo la morte della povera Pamela. L’assessore Capponi ha evidenziato che la violenza non è solo nelle azioni ma anche nelle parole che, spesso, nei social sono male utilizzate. Non si è fatto cenno, però, all’odio razziale ed etnico che si trova alla base degli eccidi compiuti dai nazifascisti e dal regime di Tito ed, in queste condizioni, è difficile cogliere l’appello ad una mancata equiparazione storica tra le vittime degli eccidi in questione. Dopo i rappresentanti dell’amministrazione, è stata la volta degli studenti che hanno presentato i loro lavori. Gli studenti del Bonifazi, con una relazione particolareggiata, si sono concentrati soprattutto nel mettere in evidenza che le vittime delle foibe sono la conseguenza della dittatura di Tito, definita come il male assoluto ma non hanno parlato di pulizia etnica operata anche contro italiani comuni, ebrei, partigiani accusati di non aver obbedito agli ordini, ma si è sottolineata la rappresaglia operata contro i fascisti. Il lavoro degli studenti dell’Istituto tecnico Ipsia ha maggiormente evidenziato la cosciente pulizia etnica e razziale operata dagli uomini di Tito che ha fatto vittime innocenti non inferiori alla follia nazifascista e sulle stesse basi ideologiche. Anche gli studenti del Liceo di Scienze umane “Stella Maris” e quelli dell’I.T.C. Corridoni hanno esposto alla platea le loro relazioni. In chiusura il prof. Ansovini ha parlato del 900 come il secolo crudele, dei genocidi, dell’odio del diverso e dell’altro che venivano degradati alla condizione di “non uomini” e, come tali, considerati non degni di vivere. In particolare Ansovini si è soffermato sul doppio ruolo di vittima e carnefice degli eccidi, sottolineando come gli stessi tedeschi e gli stessi italiani che erano stati i carnefici della seconda guerra mondiale si sono trasformati nelle vittime dei bombardamenti degli alleati che, per l’uso di tempeste di fuoco, radevano al suolo intere città e facevano evaporare i corpi. L’appello finale che Ansovini ha rivolto alla platea è stato quello di non assolutizzare come invece il potere a volte richiede. Ogni ebreo un diverso, ogni nero un delinquente ecc, ma bisogna ricorrere all’utilizzo del senso critico e della ragione e a non farsi proni rispetto a logiche di potere che annullano la volontà.

Di Vera Spanò
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