LA MANIFESTAZIONE ANTIPILLON, CRONACHE DA CITANÓ

Io non so cosa vi racconteranno oggi i vari Picchio Carlino e altra stampa locale, ma ieri sera io a Citanò c’ero, io mio figlio un mucchio di altre famiglie e figli e passeggini manifestanti attempati e ragazzette aggressive col fazzoletto a triangolo davanti alla bocca, cartelli colorati e ironici – da “LA LOTTA È TRA LA FICA E IL PAPILLOMA VIRUS” esibito con orgoglio da una signora con i capelli grigi, al mio cartello, uno dei più apprezzati e fotografati:
“LA FAMIJA TRADIZIONALE ADÈ QUANNO MAGNI INZIEME, LA DOMENICA, LI VINCISGRASSI”😁 – ed ecco quello che è successo.
ANTEFATTO
Per chi non la conosce, Citanò è caratterizzata da un ribellismo anarcoide di pancia sincero e ironico e purtroppo anche da una marcata presenza di patetici neocatecumenali. In questo contesto Il Comune non ha dato il patrocinio ma ha proprio organizzato in prima persona un evento PUBBLICO pagato con soldi PUBBLICI e pubblicizzato come LIBERO E APERTO ALLA CITTADINANZA. Ben sapendo che ci sarebbero state contestazioni. E anche contandoci, suppongo, per fare la figura degli eroi perseguitati (il Comune e Pillon). In fondo, i cattolici il mito delle catacombe e delle persecuzioni ce l’hanno sempre avuto..
Così, verso le 21, con un freddo de ddio, noi manifestanti, circa 500 persone, ci siamo ritrovati in Piazza. In un recintino che il Comune aveva approntato per noi all’interno della piazza.
PRIMO ATTO
Dopo le dichiarazioni delle varie sigle presenti, NATURALMENTE abbiamo cercato di uscire dal recinto e muovere in direzione dell’hotel Miramare.
Gli organizzatori, e noi con loro, sapevamo che non ci saremmo arrivati ma era DOVEROSO fare un passo per uscire dal recinto altrimenti che contestazione sarebbe stata?? avremmo potuto rimanere a casa ognuno nei recinti domestici personali.
Nel gioco delle parti convenzionali che sempre si crea anche in uno scontro con la polizia NOI SAPEVAMO che non ci saremmo riusciti e LA POLIZIA SAPEVA che non ci saremmo riusciti e su questo ha commisurato forze e resistenza. Un manipolo di poliziotti con un cellulare talmente lucido che sembrava appena uscito dalla carrozzeria! ha facilmente fermato, facendo testuggine, i tentativi certo non aggressivi di noi manifestanti.
In questa situazione di stallo sono seguite tutte le normali attività di una contestazione: canti sbeffeggi urla.
Se VERAMENTE avessimo voluto raggiungere l’Hotel Miramare era molto semplice dividersi e disperdersi nelle vie laterali alla piazza, ma non era questo il senso della manifestazione. Questo BLOCCO visibile, evidente, opposto ad una CITTADINANZA teoricamente invitata e libera di partecipare ad una iniziativa PUBBLICA del Comune ERA IL SENSO DELLA CONTESTAZIONE.
Se fossimo rimasti fermi nel recinto, il senso sarebbe stato vanificato.
SECONDO ATTO
Noi manifestanti ci siamo spostati, dal lato Gelateria Gigi (per chi conosce Citanò) all’altro vialetto per raggiungere hotel Miramare, fermandoci all’ingresso del Lido Cluana. Qui a distanza di sicurezza dalla Polizia (20mt forse più) sono ripresi canti, sberleffi, palloncini, fiaccole.
NON C’ERA TENSIONE, solo la normale dialettica di una manifestazione di contestazione. Dopo una mezz’ora, anzi, la vis polemica scemava, vuoi per il freddo, vuoi per l’età di molti dei partecipanti (contestatori di vecchia data costretti a riscendere in piazza per non vedersi scippate le conquiste per le quali avevano lottato in gioventù…) e i poliziotti sembravano più annoiati che all’erta.
Per risvegliare motivazioni e forza sono stati tirati fuori due grossi palloni rosa con la scritta SI PALLON, NO PILLON e lanciati in strada.
Uno ha rimbalzato fino al questore, serissimo e compreso nel suo ruolo, che ha preso il pallone… e l’ha requisito!!
Lo spirito verace e ironico de Citanó a questo punto s’è scatenato in ogni serie di sberleffo e presa per il culo, da “C’HA PRESO LO PALLÓ” come i ragazzini stronzi nelle partite, fino a “VA SE È VVELLI SSI PANTALÓ!! DÓ LI SI COMBRATI FRA’??” rivolto ad uno dei poliziotti che incomprensibilmente indossava un paio di pantaloni scozzesi di Madras con inserti a tinta unita come si fosse appena svegliato e messo la prima cosa che capitava!!..
EPILOGO
Il clima della manifestazione di ieri sera a Citanò era di GRANDE, AUTENTICA, NATURALE PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA, serena e divertita, intergenerazionale, transpartitica, e con una spiccata presenza di MASCHI che a mio avviso hanno rappresentato la vera NOVITÀ di questa nuova ondata di contestazioni 2.0 rispetto alle manifestazioni analoghe della “mia generazione”.
Buono, anzi OTTIMO SEGNO: questo governo cialtrone e ondivago, accomunato da niente, sta producendo evidentemente un sincero desiderio di unione collegamento e collaborazione.
Più si ostina a coltivare e titillare i rancori di MASCHI frustrati e impotenti in senso ampio, scatenando per reazione la giusta difesa ma anche l’irrigidimento e la distanza delle FEMMINE che si sentono minacciate, umiliate, a costante pena di esclusione, violenza e femminicidio, più UOMINI e DONNE forse imparano a cercare una strada per ritrovarsi, completarsi e combattere insieme. Perché se i MASCHI ce se fá trová, a sto giro della Storia, invece che annásse a nasconde, è la volta bbona che lo rivoltámo sto mondo!!
Hai visto mai che il peggiore governo dell’ODIO e della SOPRAFFAZIONE che si ricordi negli ultimi 70 anni alla fine produca all’opposto una ritrovata capacità di solidarietà e UNIONE, e AMORE reale e sociale??
Se posso vedé questo, prima de morí, NE VALEVA LA PENA.
E pure Citanó iersera, NE VALEVA LA PENA.
Il resto è chiacchiere de giornaletti locali, che per vende deve creá notizie. LA VERA NOTIZIA È CHE I CITTADINI, DONNE E UOMINI E TUTTO IL VARIEGATO MONDO DEGLI UMANI NON TORNERÀ INDIETRO dove vogliono i “nuovi mostri”.
Anzi, forse andrà persino avanti, e persino col gusto de préndeli per il culo…
DALL’OSSERVATORIO DIRITTI in GENERE
da Citanò, è tutto.
Di Anna Olivucci
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1 Response

  1. giovanna ha detto:

    complimenti Anna
    bella spiegazione sopratutto vera , riportatemi da molte persone presenti con carrozzie e figli dietro…
    noi eravamo dentro x udire quello che in parte avevamo letto nel decreto Pillon farcito quella sera da epitepi a noi e falsità mielose che
    4 gatti ascoltavano a bocca aperta il loro dio
    terreno.

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