1° MAGGIO A CIVITANOVA: FESTA DEL LAVORO E DELLA SOLIDARIETÀ

Un ricco programma alla base della manifestazione del 1° Maggio organizzata dall’Amministrazione comunale con momenti di solennità e deposizione di corone di alloro nei luoghi più significativi del lavoro, a cominciare dalle soste nella Città Alta, nel cippo del Pincio e nella Torre dell’Acquedotto, quindi nel parco pubblico dedicato ai “ Caduti sul lavoro Impresa Cecchetti” e nel piazzale del Mercato Ittico per ricordare i caduti del mare.
Il corteo, preceduto dal labaro del Comune, dalle bandiere della CGIL, ANPI, Croce Verde, Marinai d’Italia, si è spostato ordinatamente al suono della banda cittadina, “Gioventù di San Gabriele”, diretta dal maestro Marco Morlupi e alla fine ha raggiunto il Lido Cluana, dov’è avvenuta la cerimonia ufficiale. Presenti il sindaco, Tommaso Claudio Corvatta, il presidente del consiglio comunale, Daniele Maria Angelini, il vice sindaco, Giulio Silenzi, gli assessori Cristiana Cecchetti, Gustavo Postacchini, il consigliere comunale Piero Gismondi, autorità militari e un buon numero di persone. Portavoce delle OO.SS., Manuel Broglia della UIL delle Marche.
Il primo intervento è stato quello delle presidente del consiglio comunale, Daniele Maria Angelini, per il quale: “La festa del 1º maggio è importante – ha sostenuto nell’introduzione – perché ancora ha un senso. Un sentimento diffuso in tutta la popolazione senza esclusioni di ideologie”. Il presidente del consiglio si è quindi soffermato su alcune riflessioni, in una delle quali ha detto: ” che ogni 1º maggio è un messaggio che va cercato, scoperto e decifrato – ha detto testualmente – nelle pieghe del nostro presente, del nostro vivere quotidiano con le sue contraddizioni, i suoi dolori e le sue speranze”. Ha quindi rivolto un pensiero ai terremotati per il dolore che stanno vivendo e si è detto convinto che “con la tenacia e la forza che contraddistingue la nostra gente, si sta cercando di ripartire in questa fase così delicata, difficile. Il primo indicatore ci dirà se è arrivata veramente l’alba, l’inizio di un nuovo giorno, in cui sarà possibile generare lavoro per tutti, ma prima di tutto per i giovani, perché quando un Paese non riesce ad occupare i giovani, che sono la parte migliore e più creativa, produce dei danni molto gravi”.
Il sindaco Corvatta ha espresso un vivo compiacimento agli intervenuti, alle autorità militari, alla banda cittadina, ai rappresentanti sindacali, ai dipendenti comunali. Per il primo cittadino: “Questa non è una giornata di celebrazione formale – ha detto – e il fatto stesso che ci troviamo per la prima volta qui, ci dice che questa è una città che evolve e alle mie spalle – ha puntualizzato il sindaco riferendosi alla mostra “Il sisma nel centro Italia: tra volti e macerie”, foto di Claudio Colotti, allestita in una palazzina del Lido Cluana – c’è uno dei simboli dell’ultimo anno, la rappresentazione del dramma del terremoto, mostra fotografica che è patrimonio della nostra città, della provincia di Macerata, di tutti terremotati, ed è un segno di come la città non dimentica”. Riferendosi a quanto si sta facendo in questa delicata fase post terremoto, Corvatta ha sostenuto senza mezzi termini che: “se la presenza economica è stata garantita, e di questo ne siamo stati confortati sin dall’inizio – sono le sue parole – sull’efficienza ho qualche dubbio personale. Dobbiamo accelerare dal momento che mancano le leggi, le disposizioni, mancano i luoghi dove ricostruire, manca la governance”. Per Corvatta, dunque, la necessità urgente è di uscire senza indugi da un vero e proprio dramma.
Il segretario regionale della UIL, ha subito detto chiaramente che: “Questo è un anno per il nostro territorio particolare, importante, che sicuramente segnerà il nostro futuro – ha puntualizzato nell’introduzione del suo intervento -. Quello che è accaduto non si può dimenticare in una giornata così importante nella quale si deve parlare di diritti, di lavoro, di lavoratori. Gli indicatori economici del nostro territorio, purtroppo sono negativi: nel 2016 il tasso di disoccupazione è stato del 9,3, il più alto dal 2013 ad oggi, questo sta a significare che la questione del lavoro e dello sviluppo è fondamentale. Nonostante tutti gli interventi che sono stati fatti non hanno creato quella virtuosità, quel volano di sviluppo che il territorio merita”. Broglia ha altresì fatto cenno al fatto che le organizzazioni sindacali delle Marche hanno predisposto una piattaforma programmatica che si chiama: “Rigenerare lo sviluppo” e si è detto convinto che questo possa rappresentare una sfida per il nostro territorio, sia per quanto riguardano le zone colpite dal terremoto, ma per tutte le località, così com’è stato per Civitanova Marche. che hanno saputo far valere l’accoglienza e dare speranza a quei lavoratori che hanno perso il loro posto di lavoro.

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